Segui la tua passione: ti presentiamo Buca, la leggenda della MTB di Oaxaca
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Scritto da Kyle von Hoetzendorff
José Luis Rebolledo, alias “Buca” (abbreviazione di Buccaneer, interpretatelo come volete), se avete la fortuna di far parte della sua cerchia, è stato il nostro referente locale durante un recente viaggio a Oaxaca la scorsa primavera. È un ciclista, gestisce un’attività ricettiva e un tour operator, è membro di TranSierra Norte ed è una persona profondamente appassionata di trascorrere ogni secondo possibile all’aria aperta. L’amore di Buca per la mountain bike è nato quando aveva solo otto anni, ed è qualcosa che da allora non ha mai smesso di vivere e respirare. E non solo per la pedalata in sé, ma per tutte le esperienze che ne derivano. Per Buca, una parte importante dell’andare in bici sono le persone, le conversazioni e i legami che si creano stando lì fuori insieme.
Abbiamo incontrato Buca per chiedergli come è entrato a far parte della scena ciclistica di Oaxaca, quali sono i suoi percorsi e i suoi locali preferiti e cosa significhi davvero far parte della comunità di mountain biker di Oaxaca.
D: Allora, Buca, raccontaci qualcosa di te.
R: Sono nato a Città del Messico e sono cresciuto a Puebla. Dal 2013 vengo a Oaxaca per andare in bicicletta e negli ultimi tre anni vivo qui, costruendomi una vita tra le montagne e tutto ciò che hanno da offrire.
Sono sempre stato attratto dall’idea di collegare la bicicletta a qualcosa di più profondo: non solo i sentieri in sé, ma l’esperienza di stare nella natura e di condividere l’energia con la foresta come se fosse un essere vivente. Per me, andare in bicicletta è un modo per entrare in contatto con il paesaggio, le comunità e qualcosa che va oltre il semplice sport.

D: Cosa speri che accada nella regione nei prossimi anni?
R: Mi piacerebbe vedere uno sforzo più coordinato nella realizzazione dei sentieri, qualcosa come un’associazione che riunisca comunità, costruttori e gestori per continuare a sviluppare i sentieri in modo sostenibile. Se riusciamo a coordinare i nostri sforzi, potremo aiutare le comunità locali a trarre maggiori benefici dal turismo, preservando al contempo ciò che rende speciale questo luogo.
Per quanto riguarda il ciclismo, mi piacerebbe vedere le nuove generazioni alzare l’asticella. Ciclisti come Isaac del Toro e Gerardo Ulloa stanno dimostrando cosa si può fare. Con un sostegno, un’organizzazione e investimenti migliori, non c’è motivo per cui il Messico non possa sfornare campioni di altissimo livello nel cross country o nella discesa libera.
D: Quali sono le tue aspirazioni o speranze a livello personale?
R: Voglio continuare a costruire qualcosa di significativo attraverso la mountain bike, non solo percorrendo sentieri, ma creando esperienze che mettano in contatto le persone con il Messico in modo autentico. Se riusciremo a far crescere questa iniziativa creando al contempo opportunità per le comunità locali e portando il Messico sulla mappa mondiale della MTB, questo sarà il nostro obiettivo.
D: Qual è il tuo percorso preferito?
R: È difficile sceglierne solo uno, ma mi piacciono molto le discese più lunghe e selvagge dei sentieri della Sierra Norte, che partono dalle alture delle montagne e ti portano fino a fondo valle. Se dovessi citarne un paio, Cruz de Estacas a Etla e Peña Prieta a Ixtepeji sono sicuramente tra i miei preferiti.
D: Hai un periodo dell’anno preferito per andare in bici?
R: Subito dopo la stagione delle piogge. I sentieri sono in ottime condizioni, tutto è verde e il terreno offre un’aderenza straordinaria. È il momento in cui le montagne sembrano più vive che mai.
D: Qual è il tuo piatto preferito a Oaxaca?
R: Con un buon mole non si sbaglia mai, ma dopo un lungo viaggio, qualcosa di semplice come le tlayudas o le memelas è sempre quello che ci vuole.

D: Qual è il tuo locale notturno preferito a Oaxaca?
R: Mi piacciono i posti dall’atmosfera locale e rilassata, dove si possa gustare un buon mezcal, mangiare bene e fare una bella chiacchierata. Oaxaca offre molti locali di questo tipo, basta sapere dove cercarli.
D: Dove ti piacerebbe andare in bici fuori da Oaxaca e perché?
R: Mi piacerebbe tantissimo andare in bici nei Pirenei e nelle Alpi. Quelle zone hanno un territorio incredibile e una forte cultura della bici, e mi interessa davvero scoprire come hanno sviluppato le loro reti di sentieri.
D: Quale posto al mondo vorresti visitare, a parte quelli dove vai in moto?
R: La Patagonia e diverse zone dell’Asia sono in cima alla mia lista. Entrambe offrono un mix di natura, cultura e paesaggi molto diversi da quelli che abbiamo qui.
D: Qual è un aspetto di Oaxaca che potrebbe sorprendere le persone?
R: La maggior parte delle persone viene qui per il cibo e la cultura, ma ciò che le sorprende è la vastità e la diversità delle montagne. Qui abbiamo sentieri davvero di livello mondiale, e si può pedalare per giorni attraverso ecosistemi e comunità diverse: ogni percorso è un’esperienza completamente diversa.
D: La tua famiglia possiede una catena di ristoranti specializzati in flautas: raccontaci qualcosa al riguardo.
R: Sì, la mia famiglia gestisce un’attività di flautas che fa parte della mia vita da anni. Al momento ci stiamo espandendo a Città del Messico, cosa che ci rende davvero entusiasti. Lo consideriamo un grande passo avanti e un’ottima opportunità per far crescere il marchio. Devi assolutamente provare le flautas classiche con tutti i condimenti: quelle sono le vere flautas.
Scopri come abbiamo trascorso al meglio il nostro tempo con Buca nel nostro nuovo cortometraggio, “Pursue Your Thrill: Oaxaca”. E se hai in programma di andare a Oaxaca per fare un po’ di mountain bike, non possiamo che consigliarti vivamente di contattare Buca.